Empire City: 1931, Seibu Kaihatsu 1986

Empire City 1931 Seibu Kaihatsu 1986 | the 80s database
Empire City 1931 Seibu Kaihatsu 1986 | the 80s database

Empire City 1931 è un videogioco sviluppato dalla Seibu Kaihatsu e distribuito dalla Taito nel dicembre del 1986.

New York, 1931: nei panni di un uomo a cui anni prima la mafia ha sterminato la famiglia, dovremo far fuori, uno dopo l’altro, tutti i gangsters che si aggirano per le strade – o si nascondono nei palazzi – della città.

Superati 8 scenari, nel nono avremo un colpo solo per far fuori il boss e terminare la nostra faticosa vendetta.



Empire City 1931 Seibu Kaihatsu 1986 | the 80s database
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Tassello fondamentale nell’evoluzione degli sparatutto in prima persona fin lì usciti nelle sale giochi, Empire city 1931 permise finalmente al giocatore di muoversi in lungo e in largo senza alcuna limitazione. Tramite il joystick manovriamo il mirino col quale cercare i gangster in agguato e sparare; un secondo pulsante serve per nascondersi ed evitare, così, di essere colpiti. Un fumetto, in basso a destra, ci avverte dei secondi che mancano prima che un gangster ci spari: se allo “0” non lo abbiamo ancora colpito e non siamo nascosti, perdiamo una vita. Così come la perdiamo se terminiamo le munizioni: all’inizio di ogni quadro si hanno a disposizione 170 proiettili che, però, vengono erosi sia dal passare del tempo e ogniqualvolta ci nascondiamo.

Empire City 1931 Seibu Kaihatsu 1986 | the 80s database
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Tuttavia, all’interno di alcune casse sparse qua e là sono presenti proiettili, lingotti, sacchi di denaro, ragni e pure Superman, colpiti i quali si ottengono punti e munizioni in più. Se nel nono quadro non facciamo fuori il boss finale con il solo colpo che abbiamo a disposizione, dovremo rifare l’ottavo quadro prima di poter tentare nuovamente di ucciderlo.

Apprezzabile per la grafica, anche se un po’ troppo ripetitiva, il gameplay e la colonna sonora, davvero azzeccata e pubblicata nella prima Taito Game Music compilation del 1987, Empire City 1931 pecca purtroppo di longevità: i nemici sono sempre gli stessi e si trovano sempre nello stesso punto del quadro e, una volta memorizzata la sequenza, terminare il gioco è semplice e difficilmente viene voglia di ripetere l’impresa.

Empire City 1931 Seibu Kaihatsu 1986 | the 80s database
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Empire City godette comunque di buona popolarità e diffusione: una licenza per la produzione e distribuzione venne addirittura concessa all’Italiana Eurobed, mentre in Germania usci ufficialmente con un titolo diverso, ma legale, “Street Fight”.

Parecchie anche le conversioni: nel 1987 la Infogrames realizzò, cambiando il titolo in “Prohibition”, quelle per Amstrad, Atari ST, Commodore 64, MS-DOS e ZX Spectrum.

In Giappone uscì per Famicom col titolo di Magnum Kiki Ippatsu.

Nel 1988, infine, la Seibu Kaihatsu realizzò il sequel, Dead Angle, dalla trama simile, con una grafica più fluida e la possibilità di utilizzare diverse armi, ma il risultato fu davvero modesto.