Green Beret (Rush’n attack), Konami 1985

 

Green Beret arcade (Rush'n attack), Konami 1985
Green Beret arcade (Rush’n attack), Konami 1985

Green Beret arcade è un videogioco prodotto dalla Konami nel 1985. Si tratta di un platform nel quale vestiamo i panni di un Marine – un berretto verde per l’appunto – che deve liberare 4 ostaggi da un campo di prigionia sovietico.

green beret arcade
Green Beret arcade (Rush’n attack), Konami 1985

In realtà nel gioco non è precisato ma la scenografia, alcuni dettagli come i colbacchi indossati dai nemici più numerosi e il titolo alternativo con cui fu commercializzato negli Stati Uniti, ossia Rush’n attack che letto velocemente diventa russian attack, non lascia dubbi che l’ambientazione sia da qualche parte nell’Unione Sovietica. Il nostro eroe è un duro: per far fuori gli avversari ha in dotazione solo un coltellaccio scannaporci che usa sapientemente dal basso verso l’altro. I cattivi, per modo di dire, sono di vario tipo. Ci sono i innanzitutto i soldati generici, normalmente due fessi che tirano dritti senza blandire alcuna arma e si offrono in sacrificio; simili a questi, ma col parka di colore di bianco, sono i saltatori, più veloci e difficili da superare dal momento che sferrano calci volanti. Poi ci sono i lanciarazzi, i fucilieri, che ci inseguono fino a che non li facciamo fuori e i bombaroli, che sembrano ballare una specie di mazurka prima di lanciare gli esplosivi. Dimenticavo: ci sono anche dei matti che vorrebbero sorprenderci strisciando. Ogni tanto, infine, compaiono dei soldati vestiti di nero che, colpiti, rilasciano delle armi speciali – lanciarazzi, lanciafiamme e bombe a mano – che ci sonsentono di sgombrare facilmente il campo. Prima di liberare gli ostaggi, il nostro berretto verde dovrà superare 4 quadri uccidendo tutti questi gaglioffi ma al termine di ognuno dovrà sconfiggere nell’ordine: un’ondata di soldati, dei cani da guardia parecchio incazzati, tre autogiri da cui i piloti lanciano bombe e, infine, 4 soldati dotati di lanciafiamme e tuta ignifuga. Il gioco è a tempo, sebbene non ve ne sia traccia sullo schermo: ma quando sta per scadere ce ne accorgiamo perche suona la sirena. Se, tra le altre cose, indugiamo in un’area per fare punti, dopo un po’ arriverà un cacciabombardiere che non ci darà scampo. Una volta liberati gli ostaggi e aver ricevuto i consueti complimenti, il gioco ricomincia con le ovvie maggiori difficoltà, ossia nemici più veloci e numerosi. Ad allietare una partita dal punteggio tanto soddisfacente da meritare l’iscrizione negli high score, il sottofondo musicale chiaramente ispirato a “La Grande Fuga”.

Green Beret arcade (Rush'n attack), Konami 1985
Green Beret arcade (Rush’n attack), Konami 1985

Green Beret arcade ha avuto un enorme successo in sala giochi tanto da essere rilasciato su numerosi home computer, tra cui il Commodore 64, Commodore Plus 4, MSX, Amstrad, lo ZX Spectrum, e parecchie console, tra cui NES, Game Boy Advance, Nintendo DS fino alla versione per XBox 360 giunta addirittura nel 2007.

Il gioco soffre di una certa facilità: i nemici seguono sempre gli stessi schemi e terminare i 4 quadri non è impresa titanica: dopo circa una decina di partite i primi due quadri si giocano a memoria e gli ultmi due non sono particolarmente . Questo coin-op, del resto, si inserisce negli ultimi scampoli di guerra fredda andando ad ingrossare le fila della mitologia americana in lotta per un mondo migliore: il berretto verde è costretto a uccidere per liberare i poveri prigionieri, mentre i nemici sovietici sono cattivi e pure fessi. La traccia neanche troppo sottointesa anzi evidente è la stessa dei vari film interpretati in quegli anni da Chuck Norris per la Cannon Group Film: un mix tra i vari “Missing in Action”, anche se i cattivi sono vietnamiti ma pur sempre comunisti, e “Invasion USA” uscito anch’esso nel 1985, dove gli eredi di Lenin invadono addirittura le coste americane lasciandosi andare a crimini tanto efferati quanto gratuiti. Il ragionamento è molto meno ardito di quanto sembri considerando che, quattro anni più tardi, sarebbe uscito il seguito ufficiale di Green Beret, intitolato, per l’appunto, Missing in Action.

 

Fonti

Green beret arcade su Arcade Flyer Archive