Heavy Metal, Gerald Potterton 1981

Heavy Metal | Gerald Potterton 1981 - the 8Os database
Heavy Metal | Gerald Potterton 1981 – the 8Os database

Heavy Metal è un film d’animazione diretto da Gerald Potterton nel 1981.

Titolo destinato ad un pubblico adulto, o per lo meno smaliziato, Heavy Metal occupa un posto di rilievo nella storia dell’animazione underground.

Una sorta di viaggiatore dello Spazio torna sulla Terra con una valigetta all’interno della quale c’è una sfera di colore verde da regalare alla figlia.

L’uomo si appresta a mostrarla alla piccola ma, una volta aperto l’involucro che la contiene, viene disintegrato.

La sfera si mostra allora per quello che è realmente: Loc-Nar, la quintessenza di tutti i mali che hanno accompagnato l’umanità sin dalla nascita.

Travolta dall’orrore, la giovane sarà costretta a rivivere, attraverso alcuni episodi, la millenaria storia di questa entità crudele e spietata, prima di conoscere la drammatica – e sorprendente – verità che la riguarda.

Heavy Metal è la trasposizione cinematografica dell’omonima rivista americana fondata da Leonard Mogel nel 1977 per proporre al pubblico statunitense i fumetti pubblicati dalla rivista francese Metàl Hurlànt, uscita tre anni prima.

Questa, fondata tra gli altri da Jean Giraud, meglio conosciuto come Moebius, aveva rappresentato una vera e propria rivoluzione in ambito fumettistico, avendo dato spazio alla creatività di talenti come Jodorowsky, Druillet, Corben, Dionnet e tanti altri.



Heavy Metal | Gerald Potterton 1981 - the 8Os database
Heavy Metal | Gerald Potterton 1981 – the 8Os database

In origine orientata verso il fantasy, Metal Hurlànt cominciò a pubblicare ben presto storie di tutti i tipi, frutto di continue e reciproche contaminazioni fra generi e stili, liberando la tavola stessa dall’impostazione classica e senza temere le esagerazioni: un mucchio selvaggio dove nulla era impossibile e in cui bene e male, sesso e fantascienza, horror e comico convivevano senza imbarazzi.

Produzione

Grazie a Heavy Metal questi autori vennero conosciuti anche negli Stati Uniti, riscuotendo subito un deciso apprezzamento. Mogel pensò di sfruttare questo successo con un film d’animazione e trovò in Ivan Reitman, avido consumatore di fumetti, il produttore perfetto. Reitman ingaggiò Gerald Pottertone lo mise a capo di un migliaio di persone tra tecnici, artisti e disegnatori – tra i quali spiccava Jimmy T. Murakami – provenienti da tutto il mondo, divisi in studi di produzione sparsi tra l’America, il Canada e Londra, ognuno dei quali impegnato a realizzare una determinata parte del film.

Inizialmente Heavy Metal avrebbe dovuto ricalcare la trama di Arzach, il capolavoro di Moebius. Tuttavia, dal momento che anche in Francia era partito un progetto simile – successivamente naufragato – Reitman trasformò il film in una sorta di antologia della versione cartacea. La sceneggiatura venne affidata a Daniel Goldberg e Len Blum, i quali attinsero dalle storie già comparse su Heavy Metal. Oltre alle loro, gli episodi portano le firme di Richard Corben, Bernie Wrightson, Angus McKie e Dan O’Bannon, autore della storia – e sceneggiatore – di Alien.

Il Film

Il film venne realizzato in tre anni e si compone di 6 storie slegate per forma e contenuto, ma tenute insieme da una sequenza che funge da prologo e che finirà per fondersi con l’ultimo episodio. E’ il Loc-Nar stesso il narratore dei fatti, arricchiti da personaggi sordidi, bislacchi, sensuali e ambigui, e universi distanti nel tempo e nello spazio. Faremo così la conoscenza del tassista Harry Canyon, uno fedele come pochi all’undicesimo comandamento; e di David, un nerd da competizione tramutato in superuomo; e ancora del Capitano Sternn, che è in realtà un corrotto senza scrupoli; poi, di uno sfortunato pilota e ancora di un equipaggio alieno, composto da un robot superdotato e due marziani strafatti di coca. Infine conosceremo Taarna, la versione femminile di Arzach votata al sacrificio per il bene dell’umanità.

Le animazioni sono state create con la tecnica del rotoscoping, ricalcando cioè le scene a partire da una pellicola filmata in  precedenza.

Heavy Metal | Gerald Potterton 1981 - the 8Os database
Heavy Metal | Gerald Potterton 1981 – the 8Os database

Curiosità

In fase di montaggio venne tagliata “Neverwhere Land” una sequenza di raccordo tra terzo e quarto episodio che narrava la genesi del Loc-Nar e la sua influenza negativa sull’Universo nel corso dei millenni.

Per l’animazione di Taarna venne ingaggiata la modella canadese Carole Desbiens mentre, in qualità di doppiatori, figurano John Candy e Harold Ramis, vecchie conoscenze di Reitman.

La colonna sonora include una quindicina di pezzi interpretati da numerosi gruppi rock, punk e metal dell’epoca, tra cui spiccano i Blue Oyster Cult, Devo, Journey e soprattutto i Black Sabbath. Le parti strumentali vennero affidate niente meno che ad Elmer Bernstein.

Conclusioni

Heavy Metal è un film molto particolare e, nel corso degli anni, ha subito critiche feroci: soprattutto per quanto riguarda le figure femminili, tratteggiate esclusivamente come maggiorate alla perenne ricerca del piacere. Una critica ingenerosa, considerando che è proprio una donna l’unico “eroe” positivo del film. Non mancarono, comunque, i giudizi positivi: ancora oggi il film è apprezzattissimo ed è ormai considerato un cult dagli appassionati di cinema d’animazione.

Il fatto è che è difficile trovare voci concordi di fronte a un’opera così di rottura, impossibile da etichettare o comprendere univocamente: Heavy Metal è una vacanza nell’immaginario, da quello eroico e positivo a quello più gretto e miserabile, e i margini di interpretazione per lo spettatore sono ampissimi. Gli episodi, così diversi per storia e animazione, non hanno tutti la stessa intensità e il ritmo di alcuni, specie l’ultimo, può risultare lento: i migliori sono certamente B-17 e, soprattutto, quello di Harry Canyon, personaggio che ha ispirato Ridley Scott e Luc Besson per la costruzione dei protagonisti di “Blade Runner” e “Il Quinto Elemento”.

All’uscita, nell’agosto del 1981, rappresentò un “caso” negli Stati Uniti ed in Francia, dove però il terreno era stato preparato dalla controparte cartacea. In Italia venne vietato ai minori di 14 anni, fu distribuito male e tolto precocemente dalla programmazione. I grandi network televisivi lo hanno sempre ignorato per le tante scene di sesso esplicito e droga, relegandolo a passaggi notturni se non, addirittura, “antelucani”.

Nel 2000 è uscito un sequel, Heavy Metal 2000, basato sulla graphic novel “The Melting Pot”. Destinato direttamente all’home-video, uscì affiancato da un omonimo videogame che ne narrava le vicende successive. Entrambe queste opere, tuttavia, non hanno avuto la stessa fortuna di Heavy Metal che, costato quasi 9 milioni e mezzo di dollari, ne incassò in totale 20 nei cinema di tutto il mondo vendendo negli anni successivi più di un milione di videocassette.

 

Fonti:

Recensione di Heavy Metal su Metallized.it
Heavy Metal sull’IMDB
Heavy Metal su Wikipedia