It came from the desert, Cinemaware 1989

It came from the desert (Box), Cinemaware 1989
It came from the desert (Box), Cinemaware 1989

It came from the Desert è un videogioco della Cinemaware realizzato nel 1989. Come i precedenti titoli della company fondata da Bob e Phillis Jacob, anche questo videogame è ispirato ai film di Hollywood. In particolar modo a due b-movie degli anni ’50: “Them!” (Assalto alla Terra) di Gordon Douglas e “It came from Outer Space” (Destinazione Terra) di Jack Arnold.

 

Il gioco ci porta indietro al 1 Giugno 1951 a Lizard Breath, sperduta e desertica cittadina della California sulla quale si è abbattuta un meteorite. Nei panni di Greg Bradley, un geologo giunto per raccogliere e studiarne i frammenti, ci accorgeremo presto che le radiazioni emanate dall’asteroide hanno trasformato le formichine di cui è ricco il sottosuolo della zona in formicone destinate a moltiplicarsi e prendere il controllo prima della cittadina, poi di tutto il Mondo. Il nostro compito sarà innanzitutto di informare cittadini e sceriffo di quel che sta succedendo, poi convincere il sindaco a chiamare la Guardia Nazionale e, infine, piazzare una carica di dinamite nel nido della Formica Regina per far saltare tutto in aria e godersi la meritata gloria.

Non è possibile inserire in un solo genere It came from the Desert: il gioco mischia avventura, strategia e azione.

Abbiamo 15 giorni per compiere la nostra missione e l’avventura, facendo equivalere un minuto a un secondo di gioco, si sviluppa in tempo reale. Questo è certamente l’aspetto più interessante del gioco perché ci costringe ad agire in fretta e a pianificare ciò che vogliamo fare in un determinato momento: perché le persone lavorano di giorno e dormono di notte, escono a cena fuori e vanno a sbronzarsi al bar in determinati momenti della giornata e possono, quindi, essere più o meno reperibili. Noi stessi avremo bisogno di dormire e impiegheremo più o meno tempo per recarci da un angolo all’altro della città. In poche parole, il gioco vive, il tempo non è astratto e la trama non lineare.

Se la Formica Regina, la notte del 15 giugno, sarà ancora in vita, avremo fallito miseramente la nostra missione perché, a quella data, avrà ormai generato miliardi di formiche pronte a prendersi finalmente la rivincita sul genere umano. A parte questa drammatica evenienza, nel gioco non si muore: qualsiasi cosa ci succeda, verremo al massimo trasferiti in ospedale.

Le scene action comprendono gli scontri con le formiche giganti, cui potremo sparare alle antenne, tirare granate, arrostirle con un lanciafiamme o avvelenarle da un aereo. Di tanto in tanto potremo incontrare una ghenga locale che ci sfida a una sorta di gioco del coniglio, ossia una prova di coraggio tra due macchine che si vengono incontro a tutta velocità: chi sterza per primo, perde. Oppure potremo essere sfidati in duello da un paio di rozzi attaccabrighe o, infine, scappare dall’ospedale.

In linea con tutti i giochi della Cinemaware, gli scenari dei dialoghi sono fatti molto bene, eccezionali per l’epoca. Come eccezionale è la colonna sonora, davvero suggestiva e inquietante, realizzata da Jim Simmons e Gregory Haggard.

Il gioco venne sviluppato originariamente per Amiga, che aveva bisogno dell’espansione di memoria.

L’anno successivo uscì un sequel “Antheads” sotto forma di data disk in modo da esser giocato esclusivamente dai possessori del primo episodio. La storia ricomincia là dove l’avevamo lasciata: il timore – paventato dal professor Wells nei titoli di coda di It came from the desert – che la formica Regina avesse già depositato altre uova, purtroppo era reale tant’è che 5 anni dopo a Lizard Breath le formiche giganti hanno pian piano infettato gli abitanti. Nei panni di un militare ribelle dovremo fare più o meno il lavoraccio svolto dal precedente protagonista.

L’Electronic Arts, visto il successo del gioco, realizzò nel 1990 una versione sparatutto per il Sega Megadrive  che, però, non venne poi rilasciata. Tuttavia, la rinata Cinemaware ha messo a disposizione sul proprio sito la rom del gioco che può essere usata con un emulatore. Nel 1991 uscirono le versioni per MS-DOS, inferiore graficamente, e quella per Pc Engine. Quest’ultima versione fu un tentativo tanto ambizioso quanto fallimentare: il gameplay venne rinnovato ma non riuscì a mantenere né le atmosfere né la complessità della versione originale. Ad affossare questa release furono soprattutto le nuove sequenze dei dialoghi, girate con attori veri e successivamente digitalizzate. Il risultato non fu granché: nonostante girasse su cd rom, il gioco risultò molto lento e la qualità grafica complessiva piuttosto bassa. Negli anni è stato rivalutato, soprattutto per il coraggio, ma al tempo fu un flop pazzesco.

Qualche curiosità per concludere: i nomi di alcune tappe del gioco, come l’O’Riordan’s Pub e le Jacob Mining sono un chiaro omaggio agli sviluppatori del gioco. Così come il Professor Wells è un chiaro omaggio ad Herbert George Wells, il grande scrittore di fantascienza.

Infine, in It came from the Desert, andando al Drive-in, vediamo proiettato Rocket Ranger, altro grande titolo della Cinemaware uscito nel 1988. Similmente, nel capitolo successivo, nel Drive-in il film proiettato è Wings, altro titolo della Cinemaware uscito nel 1990.

 

Fonti

It Came from the Desert su Strategywiki