La Casa, Samuel Raimi 1981

Il poster italiano de "La Casa"
Il poster italiano de “La Casa”

La Casa è un film del 1981 diretto da Sam Raimi con Bruce Campbell protagonista, Betsy Baker, Ellen Sandweiss, Richard Demanicor e Theresa Tilly.

Frutto della loro testardaggine e passione, The Evil Dead, questo il titolo originale, è oggi considerato una pietra miliare del genere horror nonostante sia stato realizzato con pochi mezzi e dopo una lunga – e travagliata – fase produttiva.

Cinque ragazzi si recano in una casa sperduta nei boschi del Tennessee per trascorrere una breve vacanza.

All’interno trovano un libro maledetto e un registratore che hanno la sventurata idea di mettere in funzione: le formule, registrate su nastro dall’archeologo che ha ritrovato il libro, risvegliano malefiche divinità sumere che non tarderanno a manifestarsi.



Per procurarsi i soldi necessari per girare il film, Raimi girò innanzitutto un cortometraggio, Within the woods, anch’esso in larga parte ambientato in una casa maledetta. Lo fece vedere in giro per coinvolgere potenziali finanziatori ma, nonostante un certo interesse, dovette ridursi a rimediare i soldi necessari, talvolta pregando, chiunque venisse a contatto con lui. Alla fine riuscì a raccogliere circa 350.000 dollari.
Il film venne girato con una crew composta soprattutto da amici e familiari di Raimi. Betsy Baker fu l’unica a rispondere ad un annuncio – poco promettente peraltro – pubblicato sul News of Detroit.
Le riprese furono a singhiozzo, e sparse in più location, la principale delle quali – “la Casa” – era in realtà un rifugio di caccia, nel bosco di Morristown (Tennessee). Le scene dello scantinato furono però girate nel piano interrato della fattoria del produttore Robert Tapert.
“La Casa”, infatti, non aveva alcuna cantina: per creare l’illusione che ci fosse venne scavata una fossa quadrata nel pavimento – profonda circa due metri – all’interno della quale fu sistemata una scala.
Il film è noto per aver avuto una miriade di infortuni durante le riprese. La paura che qualcosa andasse storto fu costante perché a causa del budget ridotto vennero usate armi vere: i fucili, le pallottole, le accette e la motosega, accesa, nelle mani di Campbell, erano reali. E infatti gli attori si ferirono in vario modo alle gambe, alla testa e alla schiena, e l’ospedale più vicino era lontano decine di chilometri. E poi faceva un freddo cane: talmente tanto che si congelò anche la macchina da presa. Verso il termine delle riprese gli attori pretesero che venissero bruciati il tavolo e le sedie per scaldarsi.
A causa di questi infortuni il set fu spesso sul punto di esplodere, con gli attori infuriati, infreddoliti ed esausti. Come, del resto, li voleva Raimi che, infatti, non face granché per migliorare le condizioni: perché a suo modo di vedere gli attori esasperati avrebbero reso molto meglio la disperazione, la stanchezza e la paura costante che si respira nel film.
In più d’una occasione gli attori, sia perché impegnati al trucco o per paura di infortunarsi o per ripicca contro Raimi, furono sostituiti con altri membri della crew, in particolare il fratello del regista, Ted, protagonista di molte scene in cui un personaggio compare di spalle o è difficilmente riconoscibile (Fake Shemp).
Una volta terminate le riprese Raimi si accorse che molte scene erano da rifare ed altre mancavano proprio. Fortunatamente, molte di esse vedevano sulla scena solo Campbell; altre, vennero girate con altri membri della piccola crew che Raimi faticosamente riuscì a mettere in piedi per completare il film.
La fase di montaggio, a cui partecipò anche Joel Cohen, fu altrettanto problematica: da una parte perché Raimi aveva girato ore e il materiale disorganico; dall’altra perché molte scene non andavano bene per i più svariati motivi. Il film è infatti pieno di errori.
Verso la fine dell’81, tuttavia, il film era pronto.
La Casa uscì inizialmente col titolo di  “Book of the Dead“, “Il Libro della Morte“. Ma Irvin Shapiro, che diede importanti dritte a Raimi su come distribuire il film, consigliò di cambiarlo subito dopo le prime proiezioni perché il termine “libro” rendeva il titolo poco appetibile per i teen-agers.
Shapiro, uno dei fondatori del Festival di Cannes, lo propose fuori concorso alla kermesse francese del 1982: qui venne visto da Stephen King la cui entusiastica recensione attirò le attenzioni della New Line Cinema che ne acquisì i diritti per la distribuzione. Il film, uscito inizialmente “unrated”, non ebbe nelle sale americane il successo clamoroso che ottenne nel resto del mondo, dove subì comunque censure e pesanti tagli che solo in tempi recenti sono stati rimossi del tutto.
In Gran Bretagna il film venne classificato come “osceno” e bandito, così come in  Germania: tuttavia in Inghilterra fu la videocassetta più venduta dell’anno e in Germania fu il re incontrastato del mercato pirata. In alcuni Stati la scena della violenza carnale ai danni di Cheryl è tuttora tagliata nelle trasmissioni televisive.
In Italia il film venne distribuito con una circa tre anni di ritardo, il 31 agosto del 1984, ed ebbe un ottimo riscontro di pubblico.
Il film incassò in totale poco più di 2 milioni e mezzo di dollari.
Vediamo ora qualche curiosità.
Nella scena in cui viene scoperto il registratore, sul muro è visibile un pezzo del poster de Le colline hanno gli occhi, chiaro omaggio al film di Wes Craven uscito nel 1977. Craven ricambierà la cortesia  in Nightmare – Dal Profondo dlela Notte.
A causa del budget risicato, Raimi non ebbe a disposizione apparecchiature cinematografiche standard, come carrelli e dolly. E allora se le fabbricò. Tra le sue invenzioni figurano la Vase-o-Cam, una sorta di profilo a U – sul quale veniva montata la macchina da presa – appoggiato su una tavola resa viscida – e quindi scorrevole – dalla vasellina.
E poi, la Shaky-Cam, una semplice tavola di legno – al centro della quale veniva montata la MDP – che permetteva quel moto ondulatorio con cui sono stati girati quasi tutti i punti di vista della presenza demoniaca, in particolare l’inizio del film.
Tra le tante disavventure ci fu anche la perdita della collanina che Ash regala a Linda. Ne venne trovata fortunosamente un’altra simile ma essendo dorata si dovette placcare d’argento. Inoltre, secondo il copione originale, la piccola lente di ingrandimento aveva uno scopo ben più preciso: nel film si incastra nel libro ma in realtà avrebbe dovuto bruciarlo concentrando la luce del sole proveniente da una finestra. Ma la scena, una volta provata, si rivelò difficile e di scarsa efficacia. Si optò allora per girarla come si vede nel film. I più attenti avranno notato che la collana disegna un teschio prima di essere afferrata da Ash.
La Casa ha avuto due sequel ufficiali (La Casa II e L’Armata delle Tenebre, usciti rispettivamente nel 1987 e nel 1992), e un mucchio di seguiti apocrifi, come La casa 3 – Ghosthouse, La casa 4 – Witchcraft e La casa 5, prodotti dalla Filmirage – la casa di produzione di Joe D’Amato.
Questi titoli non hanno nulla a che fare con la saga di Raimi ma attraverso il titolo cercarono di replicarne il successo.
Ne La Casa, come nei successivi film di Raimi, compresa la trilogia di Spiderman, compare una Oldsmobile Delta 88 del 1973.
La “cabin” in cui venne girato il film non esiste più.
E’ bruciata una notte di fine aprile 1982 per cause mai chiarite.
I proprietari hanno buttato giù quel che rimaneva della struttura.
De “La Casa” è rimasto in piedi solo il caminetto.

 

Fonti

La Casa sull’IMDB
La Casa su The Book of Dead, una vera e propria enciclopedia sul film
Le creazioni di Raimi per girare il film