Out Run, Sega 1986

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Out Run, Sega 1986

Out Run è un videogioco ideato da Yu Suzuki, sviluppato dalla AM2, prodotto e distribuito dalla Sega nel novembre del 1986. Scopo del gioco, una volta partiti alla guida di una Ferrari Testarossa Spider (e al fianco di una biondona mozzafiato), è di arrivare al traguardo finale, prima che scada il tempo: l’unica vera minaccia in una corsa senza avversari.

 

 

Perché gli automobilisti con cui dividiamo la carreggiata sono più cretini che cattivi: a ben vedere, il ruolo del malvagio spetta alla strada, ricca di curve, restringimenti, avvallamenti e asperità che possono essere fatali.

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Out Run, Sega 1986

Tecnicamente, Out Run è un videogioco in terza persona visto che la visuale del giocatore non è quella del pilota: un sistema già usato in precedenza da Suzuki per la realizzazione di Hang-On e Space Harrier, giochi in cui era stata introdotta con successo la Super-Scaler Technology, un motore grafico in grado di aumentare o diminuire a seconda dell’angolo di visuale, gli sprite grafici ad un frame rate altissimo simulando, così, un effetto 3D. Con Out Run questa tecnica raggiunse il punto più alto, con l’occhio del giocatore non più ancorato ad un punto fisso dell’orizzonte ma capace di adattarsi ad esso, simulando una visuale prospettica tale da limitare, così, la capacità di vedere in lontananza: i rischi maggiori, e molto del fascino del gioco, derivano proprio dalla difficoltà di reagire nel momento in cui si sale e si scende per le tante traiettorie collinose che il gioco offre. Questo pseudo 3-D non era la sola innovazione: Out Run inaugurò la possibilità, dopo ogni checkpoint, di scegliere tra due percorsi: una novità che chiaramente ha allungato la vita al gioco visto che le combinazioni possibili per portarlo a termine sono davvero tante, 15 per l’esattezza. I traguardi sono cinque in tutto, ognuno con un epilogo differente. I tracciati ricalcano scenari per lo più nord-europei: eredità, pare, di un viaggio di circa due settimane nel vecchio continente fatto da Suzuki poco tempo prima. Ma il programmatore ha sempre sostenuto che l’idea iniziale per Out Run gli venne dopo aver visto al cinema La corsa più pazza d’America, film dal cast stellare uscito nel 1981. Il tutto allietato da una splendida colonna sonora, realizzata da Hiroshi Kawaguchi e composta da tre pezzi differenti (Magical Sound Shower, Passing Breeze e Splash Wave) che è possibile scegliere alla partenza, anche questa una novità, più una traccia, Last Wave, ascoltabile esclusivamente se si entra nella graduatoria dei punteggi migliori.

Out Run si presentò nelle sale giochi in quattro configurazioni, tutte dotate di volante con ritorno di forza  al centro, leva per il cambio e i pedali per accelerare e frenare: due versioni upright, basate cioè sui normali cabinati, una sit-down model, sulla quale giocare stando comodamente seduti, e infine la celebre DeLuxe, dotata di un motore idraulico che seguiva le sterzate del pilota, aumentando notevolmente l’esperienza di gioco, con due casse sistemate sul sedile all’altezza delle orecchie per godersi al meglio le musiche: accompagnamento perfetto di un gioco di macchine che, per la prima volta, si staccava dal consueto spartito della corsa a tutta velocità in stile Formula 1 per “agganciare” la spensieratezza e la superficialità degli anni ‘80: “Out Run”, per ammissione di Suzuki, “non è un gioco di corse, ma di guida” e resta, nel suo grande piccolo, un affresco dello spirito di quegli anni.

La Sega, in realtà, non chiese alcun permesso alla Ferrari per utilizzare la Testarossa in Out Run e poco dopo, visto il successo pauroso del gioco, la casa di Maranello minacciò una serie di azioni legali che, però, non finirono mai in Tribunale. Ad ogni modo, per il terzo capitolo della serie, Out Run 2 (uscito nel 2003), la Sega acquisì i diritti per utilizzare ufficialmente il prestigioso marchio italiano.

Non ci sono solo Ferrari, però: oltre alla Testarossa, nel traffico sfrecciano i celebri maggioloni, Porsche 911 Turbo, Bmw 325i cabrio, Suzuki SJChevrolet Corvette del ‘71 e alcuni furgoni. Tra i pannelli pubblicitari, oltre ovviamente a quelli della Sega, ci sono quelli della casa motociclistica austriaca KTM.

Secondo alcune fonti il percorso più rapido per finire il gioco è Destra (Devil’s Canyon – Canyon del Diavolo), Sinistra (Snowy Alps – Alpi Innevate), Destra (Wheatfield – Campo di Frumento), Destra (Autobahn – Autostrada).

Un tale Richard Jackson, a oggi, detiene il record ufficiale per Out Run con 52.897.690 punti.

Out Run compare nel film “Donnie Darko” nella scena in cui il protagonista è in sala giochi con la sua ragazza. La scena lo mostra schiantarsi durante la loro discussione.

Nel gioco è presente un messaggio segreto, attivabile poco prima del primo o terzo bivio, a seconda delle versioni: per farlo apparire basta tenere premuto il tasto Start.

Out Run fu un successo pauroso, risultando il gioco arcade più venduto del 1986, avendo venduto oltre 20.000 cabinet. Ovviamente l’anno dopo venne convertito per tutte le principali console e gli home computer. Tuttavia solo poche versioni furono all’altezza: come quella per Megadrive, la migliore, e i porting per Commodore 64 e Amiga 500, accettabili. Più o meno giocabili le altre del periodo, fino alla disastrosa versione per l’Amstrad, davvero orrenda.

Contando esclusivamente le versioni arcade, gli epigoni di Out Run usciti negli anni a seguire sono stati 4 in tutto: Turbo Out Run nel 1989, Outrunners nel 1992, Out Run 2 nel 2003 e Out Run 2 Special Tours nel 2004.

 

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Out Run su Wikipedia
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