Prince of Persia, Broderbund Software 1989

Prince of Persia, Broderbund Software 1989
Prince of Persia, Broderbund Software 1989

Prince of Persia è un videogioco creato da Jordan Mechner e pubblicato nel 1989 dalla Brøderbund inizialmente per Apple II. Mechner era noto sin dai primi anni ’80 per aver creato un altro blockbuster, Karateka, ma verso la fine del decennio aveva cominciato a lavorare su un nuovo videogame che riprendesse, da una parte, il sistema a piattaforme che all’epoca rappresentava una realtà ben consolidata e, dall’altra, un protagonista che dimostrasse una fluidità nei movimenti più verosimile.

 

Prince of Persia, Broderbund Software 1989 - Box Apple II
Prince of Persia, Broderbund Software 1989 – Box Apple II

Fino a quel momento gli sprite avevano consentito ben poca naturalezza ai caratteri del gioco: da una parte perché richiedeva ovviamente tempo e studi per realizzarla, dall’altra perché, in fondo, non veniva ritenuta così necessaria per il successo del titolo. Mechner invece puntò proprio sull’animazione del protagonista: grazie ad una tecnica, conosciuta col nome di Rotoscoping, studiò e riprese con la telecamera per ore i movimenti del fratello minore, rigorosamente vestito di bianco, riuscendo infine a trasformarlo in quel che diventerà Prince of  Persia. Un videogioco eccezionale, difficile il giusto, longevo e suggestivo sia nelle ambientazioni – semplici ma efficaci – che nella storia.

Storia che ci riporta indietro nelle atmosfere da Mille e una Notte della Persia medievale. L’assenza del Sultano, partito per un lungo viaggio, ha permesso al Gran Visir Jaffar di prendere il potere e instaurare una feroce tirannia. Per usurpare il trono, evitando gli ovvi rigurgiti lealisti e i torbidi di corte, gli serve però la mano della Principessa. Scopre però che la giovane già da tempo ama, corrisposta, un ragazzetto, uno straniero, che viene imprigionato nelle labirintiche segrete del palazzo reale in attesa di fare una brutta fine. Poi, il Gran Visir dà alla ragazza 1 ora di tempo per accettare di sposarlo, altrimenti verrà uccisa. In quell’ora, nei panni del giovanotto, dovremo farci strada tra guardie più o meno abili con la spada, evitare trappole di tutti i tipi, combattere la nostra metà oscura e uccidere infine in duello Jaffar. Il titolo di Principe di Persia, oltre alla mano della Principessa, saranno la giusta ricompensa per l’immane fatica affrontata.

Prince of Persia, Broderbund Software 1989
Prince of Persia, Broderbund Software 1989

Nel compiere la nostra missione, attraverso 12 livelli in cui l’obiettivo è di aprire – e oltrepassare – una porta che ci consente di accedere ai successivi, dovremo far attenzione a due aspetti. Il primo è relativo alla nostra energia, rappresentata da alcune tacche nella parte inferiore dello schermo, che viene perduta ogni volta che cadiamo da altezze non troppo elevate, se ci frana il soffitto in testa oppure se veniamo feriti in duello o siamo così fessi da bere una pozione di colore blu. Esaurita anche l’ultima tacca, moriremo. Se invece precipitiamo da altezze consistenti, veniamo affettati dalle porte tagliola o restiamo infilzati nelle lame che vengono fuori al nostro passaggio, moriamo istantaneamente. Niente paura però: la morte in tutti questi casi non corrisponde al termine del gioco, sebbene saremo costretti a ripartire dall’inizio del livello in cui siamo. La morte reale avviene esclusivamente se scade l’ora entro la quale dobbiamo portare a termine la nostra missione. Peraltro, se nel gioco si resta incastrati, come può succedere  nell’ottavo livello, o si finisce in un vicolo cieco, sarà meglio resettare per evitare di attendere penosamente che il tempo scada.

La scelta di far resuscitare il protagonista può sembrare limitativa sotto l’aspetto della storia ma saggia se consideriamo che i quadri sono lunghi e, dal quinto in poi, sempre più difficili da completare senza morire almeno una volta. La frustrazione nel ricominciare dal primo livello avrebbe probabilmente portato moltissime persone ad abbandonare il gioco dopo poche partite.

Prince of Persia, Broderbund Software 1989
Prince of Persia, Broderbund Software 1989

Per i duelli, Mechner si ispirò a “La leggenda di Robin Hood”, celebre film di Michael Curtiz con Errol Flynn e Basil Rathbone. Nel gioco, i duelli non rappresentano uno scoglio insormontabile, se non in due casi: la corpulenta guardia del sesto livello e, ovviamente, Jaffar. A differenza delle guardie normali, questi due riescono a parare e colpire con una velocità pari alla nostra e soccombere è possibilità tutt’altro che remota anche per i più esperti. Peraltro, non dobbiamo essere per forza dei carnefici: spesso conviene superare le guardie e scappare: i nostri nemici, infatti non saltano né si arrampicano. Al limite, cadono Le guardie non sono gli unici avversari: ogni tanto ci troviamo di fronte a scheletri che si rianimano e ci sbarrano la strada mentre dal quarto livello in poi, dopo aver magicamente attraversato uno specchio, faremo conoscenza con il nostro Doppelganger, il nostro “lato oscuro”, col quale ci ricongiungeremo serenamente nell’ultimo livello  dopo averne assaggiato la perfida cattiveria in più d’una occasione.

Oltre alle ampolle rosse e blu ve ne sono altre due, più grandi. Una verde, che in certe situazioni consente di rallentare la nostra caduta e, in altre, capovolgere beffardamente lo schermo; e una rossa che aumenta di una tacca la nostra energia.

Qualche curiosità: oltre a “La leggenda di Robin”, Jordan Mechner ha rivelato di aver tratto ispirazione da “I Predatori dell’Arca perduta”. Il gioco, oltre ad essere portato, a partire dall’anno successivo, su tutte le piattaforme di gioco possibili, grazie ad un editor ha permesso la creazione, da parte degli appassionati, di una sessantina di versioni alternative. In determinati livelli, le possibilità per raggiungere la porta d’uscita sono molteplici: ad esempio, nel primo livello, facendo questo percorso alternativo si può ingannare la guardia e aprire la porta finale senza andare a prendere la spada, che comunque acquisiremo automaticamente.

Prince of Persia è stato pubblicato per molte piattaforme, dall’Amiga, all’MS-DOS, dal NES al Game Boy, fino al Super Nintendo e al Sega Mega Drive, conservando lo stesso impianto ma con una grafica più accurata.  Nel 2011 ne è stata pubblicata una conversione amatoriale anche per Commodore 64, grande escluso dai numerosi porting realizzati al tempo. Nel 1993 è uscito il primo seguito, Prince of Persia 2: The Shadow and the Flame, dopo di che, per molti anni, non se n’è più sentito parlare fino al 1999 quando uscì Prince of Persia 3D che, nonostante si rivelasse un fiasco, ha poi dato il via ad una lunga serie che annovera 7 ulteriori titoli e ha portato ad una trasposizione cinematografica nel 2010, Prince of Persia – Le sabbie del Tempo, diretto da Mike Newell.