Rocky IV, Sylvester Stallone 1985

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Rocky IV Sylvester Stallone 1985

Rocky IV è un film del 1985 scritto, diretto ed interpretato da Sylvester Stallone con Carl Weathers, Dolph Lundgren, Talia Shire e Brigitte Nielsen nei ruoli principali.

Un pugile sovietico lancia la sfida alla boxe statunitense: Apollo Creed lo affronta pensando di dargli una lezione ma dopo due riprese finisce al Composanto.

Per vendicare l’amico e rimediare allo smacco subito “dall’Impero del Male”, Rocky sfiderà l’armadio russo a Mosca, la notte di Natale. 

 



Più che sulla boxe, Rocky IV è un film al servizio della propaganda reaganiana, attivissima nello sferrare un ultimo, decisivo attacco all’Unione Sovietica ormai in via di disfacimento. La storia è in pratica la stessa del capitolo precedente: nel terzo a lasciarci le penne era stato il povero Mickey e il cattivo era il solito nero violento e incazzato. La differenza è tutta nell’esasperazione del patriottismo americano che, nella metà degli anni ‘80, aveva caratterizzato tutta una serie di pellicole fortemente anticomuniste: basti vedere il cambiamento subito dall’altro celebre personaggio interpretato da Stallone, Rambo tra il primo e il secondo capitolo, o i tanti altri eroi, più o meno riusciti, intenti a salvare il mondo, e talvolta la stessa America, dalla minaccia del Comunismo.

Rocky IV fece molto bene il suo dovere: riempiendo gli occhi degli adolescenti occidentali con l’ennesima impresa del pugile, indicò loro la parte giusta dalla quale schierarsi e, soprattutto, sbancò il botteghino.

Vediamo ora le curiosità relative a Rocky IV

Per il ruolo di Ivan Drago ci furono 8000 candidature: Dolph Lundgren, che al tempo era fidanzato con Grace Jones e aveva all’attivo solo una particina in “007 – Bersaglio mobile”, dovette tribolare 6 mesi prima di riuscire a ottenere la parte. Scartato alla prima audizione perché ritenuto troppo alto, lo svedese ottenne un colloquio con Stallone: Sly gli disse che gli servivano una decina di chili di muscoli in più per avere una chance. Lundgren si allenò con costanza per mesi e, alla fine, riuscì a convincere il regista.

Nessuno dei personaggi sovietici venne interpretato da attori russi: Lundgren, come detto, è svedese, la Nielsen danese e tutti gli altri sono americani. Allo stesso modo, tutte le scene in territorio sovietico sono state girate a Los Angeles e nel Wyoming. Il match fra Creed e Drago venne girato all’MGM Grand di Las Vegas, mentre quello fra Rocky e Drago nel più spartano Agrodome di Vancouver, in Canada.

Sul set ci furono svariati problemi, tutti legati al gigante svedese. Weathers, infatti, se ne andò letteralmente bestemmiando, sbraitando e sbattendo la porta dopo l’ennesima sberla incassata da Dolph Lundgren che, essendo molto meno esperto, mise realmente a segno svariati colpi ai danni del povero Carl. Ci vollero ben 4 giorni per convincere Weathers a tornare indietro.
A Stallone andò pure peggio. Sly, per rendere le riprese più vere, in determinati momenti chiedeva a Lundgren di boxare sul serio. Lo svedese, campione europeo di karate nell’80 e nell’81, gli fece vedere le stelle in più d’una occasione. Dopo una seduta in cui Lundgren lo aveva più volte colpito al corpo, Stallone si sentì un po’ “appesantito” e col respiro piuttosto corto. Venne chiamato il medico che gli misurò innanzitutto la pressione. Siccome la massima era a 200, l’attore venne portato con un jet privato, che peraltro dovette volare a bassa quota per evitare che il cuore scoppiasse, ad un ospedale di Santa Monica dove restò in terapia intensiva per 4 giorni.

La prima stesura della sceneggiatura prevedeva anche il coinvolgimento di Clubber Lang e, soprattutto, un finale diverso in cui il povero Ivan Drago, sconfitto, si lasciava andare, diventava un alcolista e, infine, si suicidava. Il film, inoltre, nelle intenzioni di Stallone sarebbe dovuto durare un’ora di più: tra le scene tagliate la più importante è certamente quella in cui il campione, prima dei funerali di Apollo, comunica alla federazione americana l’intenzione di voler combattere contro Drago e l’immediato altolà del board. Questa scena venne inserita nel trailer ma nel montaggio finale non venne tenuta perché, secondo il regista, rallentava eccessivamente il film e venne sostituita con una “sventagliata” di riviste: una di queste mostra effettivamente una foto della scena tagliata.

Il robot che viene regalato a Paulie si chiama SICO ed è un membro della Screen Actors Guild of America. Stallone lo vide ad un party e restò talmente sorpreso dalle sue capacità che decise di includerlo nel film perché avrebbe certamente incuriosito gli spettatori.

Pochi, pochissimi se ne saranno accorti: contrariamente a tutti gli altri Rocky che l’avevano preceduto, il film non comincia con la scritta Rocky, sebbene compaia nel trailer. Al suo posto, due guantoni (ovviamente a sinistra quello con la bandiera americana e a destra quello con la bandiera sovietica) che si scontrano ed esplodono. Sembra che vada così ma se si osserva attentamente frame by frame, in realtà lo scoppio serve solo a nascondere la forza del guantone a stelle e strisce e la debolezza di quello sovietico: il primo resta fermo, il secondo cade.

Infine, Rocky IV rappresenta un “unicum” all’interno della serie: è infatti il primo e solo che non inizia con il nome del protagonista ed è il più corto in assoluto: fu tuttavia il più visto e, con 300 milioni di dollari, quello che ha incassato di più. Inoltre, è il primo senza Bill Conti come compositore della colonna sonora – affidata a Vince Di Cola – e l’unico in cui Adriana guida un’automobile.

 

Fonti

Rocky IV sull’IMDB
Rocky IV su Phactual
Rocky IV su Movie mistakes