Teddy Boy Blues, Sega 1985

Teddy Boy Blues Sega 1985 - the 80s database
Teddy Boy Blues Sega 1985 – the 80s database

Teddy Boy Blues è un videogioco prodotto dalla Sega nel 1985 nel quale impersoniamo un ragazzetto con coppola e kalashnikov che si deve destreggiare in un labirinto a scorrimento infinito nel quale animali, insetti, draghi e sarchiaponi vari che fuoriescono da dadi sparsi qua e là, ci danno la caccia.

 

Non basta colpirli per ucciderli: i colpi sparati dalla nostra mitraglietta li rimpiccioliscono ma per eliminarli definitivamente bisogna passarci sopra; altrimenti, dopo pochi secondi mettono le ali e ci mangiano una parte del tempo in cui necessariamente dobbiamo terminare il quadro, o round. Se il tempo termina, perdiamo una vita. A complicare le cose, una fiammella che ci brucia la terra da sotto i piedi se stiamo troppo fermi in un punto che consente una buona visibilità per colpire i nemici. Dopo il terzo round, dobbiamo scegliere se utilizzare Teddy Boy oppure Yoko Ishino per il bonus game: se scegliamo il primo, avremo la possibilità di incrementare il punteggio con un tiro al bersaglio in cui compaiono, tra le guest star, due personaggi della Sega, Pengo e Flicky; scegliendo la seconda, parteciperemo ad una caccia al tesoro.
Due parole merita Yoko Ishino che è una cantante giapponese e Teddy Boy Blues è in realtà il titolo di una sua canzone di cui la Sega si assicurò i diritti e che ossessiona il giocatore per tutto il tempo. L’idea ufficiale alla base del gioco è che la giovane cantante e il nostro eroe sono intrappolati in un labirinto: ma Yoko non ha né le capacità né il coraggio di Teddy: ergo, lui va a la guerre, lei canta per infondergli coraggio.
Il gioco, tecnicamente un platform, si compone di 50 livelli originali più altri 49 che si ripetono casualmente. Superato il 99esimo quadro il counter si ferma, ma il gioco continua, ipoteticamente, fino all’infinito. Ipoteticamente perché Teddy Boy Blues è un gioco difficile e sono necessarie molte partite prima di prendere dimestichezza e capire bene i movimenti degli avversari. A rendere tutto più ostico le piattaforme, che spesso non sono piatte ma scalate verso l’alto o il basso, il salto del nostro eroe, che non è semplice controllare e i movimenti repentini dei vari esseri, alcuni davvero rognosi da neutralizzare: come la lumaca, che si può proteggere col suo guscio, il drago, letteralmente isterico, e una specie di spugna che dobbiamo colpire con una decina di colpi prima di vederla rimpicciolirsi.
Il gioco, detta con estrema franchezza, è un incubo, e tra i più fastidiosi: si è costantemente sotto pressione, la difficoltà è alta, e le vite sono solo tre. I primi round sono semplici ma dopo il primo bonus game si è a rischio bestemmia, intorno al decimo partono i pugni sulla console di gioco e alla perdita dell’ultima vita ci si è già assicurati un posto all’inferno.

Nonostante ciò, il gioco ebbe grande popolarità, tant’è che venne scelto tra i titoli di punta per lanciare in giappone il Sega Mark III, quello che da noi è conosciuto come Sega Master System, sebbene col titolo di Teddy Boy. Nella versione americana il motivo di fondo è diverso, probabilmente per problemi di copyright. Nella versione brasiliana il main character è sostituito da Geraldihno, un personaggio dei fumetti popolare in terra verdeoro nato dalla matita del cartoonist Glauco. Teddy Boy venne infine convertito anche per il Megadrive, subendo un morbido restyling.