Tron, Steven Lisberger 1982

Tron | Steven Lisberger 1982 | the 80s database
Tron | Steven Lisberger 1982
Tron | Steven Lisberger 1982

Tron è un film del 1982 diretto da Steven Lisberger e interpretato da Jeff Bridges, Bruce Boxleitner, David Warner e Cindy Morgan.

Visionario per alcuni aspetti, tradizionalissimo per altri, Tron è un film di fantascienza certamente originale, anche se non del tutto riuscito. Ebbe poca fortuna, al tempo, ma oggi è considerato un cult per gli amanti del genere e ha comunque il merito di aver mostrato un mondo virtuale molti anni prima che lo stesso concetto di realtà virtuale venisse espresso.

Flynn, un programmatore a cui anni prima il disonesto direttore della Encom, Dillinger, aveva rubato i migliori videogiochi, cerca di introdursi nel sistema informatico della compagnia per recuperare le prove del furto. Alan e Lora, due dipendenti della Encom, riescono a farlo penetrare nell’edificio principale ma una volta dentro, Flynn viene colpito da un laser che lo scompone catapultandolo all’interno della rete informatica della compagnia. In quello che è a tutti gli effetti un mondo virtuale dove i programmi sono esseri umani costretti a subire il dominio del malvagio Master Control e di Sark, il suo braccio destro, Flynn dovrà prima fuggire e poi neutralizzare il sistema. Ad aiutarlo Tron, un potente programma creato dal collega Alan, di cui è l’alter ego virtuale.



Tron | Jeff Bridges | Cindy Morgan | Bruce Boxleitner | the 80s database
Tron | Jeff Bridges | Cindy Morgan | Bruce Boxleitner

L’idea del film venne a metà anni ’70 a Steven Lisberger subito dopo aver giocato a Pong e aver visto un promo della MAGI (Mathematycal Application Group Incorporated), una società che dai primi anni ’70 stava sviluppando il Syntavision, un programma per produrre animazioni al computer.
Dopo aver realizzato uno showreel di 30 secondi in cui un rudimentale Tron lancia due dischi esplosivi, Lisberger e il socio Donald Kushner si misero a cercare i finanziamenti necessari alla realizzazione del film.
Inizialmente il regista intendeva produrre Tron autonomamente, cercando investitori tra i produttori di computer. Le speranze furono però vane, e altrettanto successe quando vennero approcciati gli Studios: Warner Bros, MGM e Columbia Pictures rifiutarono di produrre il film.
La svolta avvenne nel 1980 quando Lisberger e Kushner si presentarono alla Disney con una sceneggiatura, gli storyboard e alcune scene generate al computer. La compagnia di Mickey Mouse si convinse dopo aver visto un nuovo showreel dove veniva mostrato un combattimento di Tron.
I rapporti con lo Studio furono però tutt’altro che idilliaci: Lisberger era in fondo un regista sconosciuto e gli animatori della Disney non collaborarono al film perché consapevoli che l’uso dei computer nel cinema li avrebbe presto fatti fuori. Una previsione che, 22 anni più tardi, si rivelerà esatta.
La produzione fu assai pesante. Non, ovviamente, per le scene nel mondo reale, bensì per quelle relative al mondo informatico.
Gli studi che si occuparono di realizzare le scene in computer grafica furano 4, ognuno alle prese con una determinata parte del film. Che ha, in tutto, circa 20 minuti di pellicola realizzata al computer.

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Tron | Produzione

Contrariamente a quanto si possa pensare, la grandissima parte degli effetti speciali di Tron venne in realtà realizzata in maniera tradizionale, usando e mischiando tecniche standard, come il matte painting, il rotoscoping e il backlit.

A quel tempo, infatti, i computer potevano generare solo immagini statiche da applicare poi alla pellicola. Per questo motivo le coordinate di ogni elemento, all’interno di un’immagine, dovevano essere inserite a mano in ogni singolo frame: per ottenere 4 secondi di filmato, come nella scena delle light-cycle, poteva essere necessario digitare al computer, una per una, fino a 600 coordinate.
Le scene nel mondo informatico in cui compaiono gli attori, che indossavano una tuta bianca con i circuiti stampati in nero, sono state realizzate in studi con pareti nere, così come gli elementi all’interno.
Per realizzare gli effetti su persone e “cose” la pellicola, una kodalith in bianco e nero ad alto contrasto, venne prima retroilluminata; successivamente vennero applicate fino a 20 lastre, ognuna delle quali colorata a mano. A questo estenuante lavoro di postproduzione parteciparono 85 artisti di uno studio di Taiwan, tutti presenti nei titoli di coda con il rispettivo ideogramma.
A ben vedere, l’aspetto più rivoluzionario di Tron si deve alla comunicazione tra gli studi di realizzazione, distanti 3000 km.  Connettendo un monitor via modem alla rete telefonica, i tecnici della MAGI a New York furono in grado di far vedere istantaneamente le animazioni prodotte e ricevere indicazioni sulle eventuali modifiche da fare. Precedentemente un lavoro del genere si sarebbe svolto spedendo avanti e indietro il materiale, con costi alti sia in termini di spedizione che di tempo.

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Tron | Lisberger | Morgan | Boxleitner

Qualche curiosità.

Per l’intero processo produttivo vennero impiegate quasi 600 persone.
TRON è anche un comando di debug del linguaggio di programmazione BASIC: serve, in pratica, a cercare errori all’interno di un programma. Lisberger affermò successivamente in un’intervista di aver conosciuto l’esistenza di tale comando solo dopo il film, il cui titolo – e nome del protagonista – deriva semplicemente dalla parte centrale del termine “elecTRONics”.

Il cyberspazio di Tron è il frutto dell’immaginazione di tre grandi illustratori: Syd Mead, che aveva precedentemente lavorato ad Alien, Peter Lloyd e Jean Giroud, meglio conosciuto come Moebius. Anche se non accreditato, al film collaborò anche un giovane Tim Burton.

Il film ottenne due nomination agli Oscar per i costumi ma non ebbe alcuna nomination per gli effetti speciali perché, al tempo, l’Academy Awards of Motion Pictures riteneva scorretto l’utilizzo dei computer per la loro realizzazione.

Per ispirare gli attori sul set vennero portati alcuni videogames: Jeff Bridges si dimostrò piuttosto abile e tirarlo via dai cabinati per tornare sul set fu spesso difficoltoso. L’attore, peraltro, dovette indossare un sospensorio sotto la tuta perché le sue parti basse spiccavano troppo per gli standard della Disney.

Il gioco elettronico con cui si diletta Flynn è il classicissimo Electronic Quarterback, prodotto dalla Coleco nel 1978.

Nel film ci sono due cameo: il primo è di Pac-Man, che compare sullo schermo di controllo di Sark. Il secondo è di Topolino, sopra la cui testa navigano i tre protagonisti.

Inizialmente, i buoni avrebbero dovuto avere i circuiti colorati di giallo mentre i cattivi avrebbero dovuto avere il blu.

Nel dicembre del 2010 è uscito nelle sale il sequel, Tron: Legacy, per la regia di Joseph Kosinski: il sequel ha avuto maggiore fortuna al botteghino, incassando 400 milioni di dollari a fronte dei 170 spesi per produrlo. Nel film compaiono sia Bridges che Boxleitner.

Tron, nonostante le recensioni positive e un ampio battage pubblicitario, fu un tiepido successo al botteghino: costato 17 milioni di dollari, ne incassò 33. Inizialmente si diede la colpa alla data di uscita estiva: per questo venne riproposto nel febbraio del 1983, ma i risultati furono molto deludenti. Scoraggiata dai fallimentari risultati conseguiti con Tron e il precedente The Black Hole, la Disney per 10 anni produsse esclusivamente film d’animazione.

Incredibilmente, il videogioco omonimo realizzato dalla Bally Midway si rivelò un successo clamoroso e solo negli Stati Uniti incassò 45 milioni di dollari nel giro di un anno e mezzo.

 

Fonti:

Tron sull’IMDB
Tron su Fronteffects
“My work on Tron” video intervista a Chris Casady