Una poltrona per due (Trading places), John Landis 1983

Una poltrona per due, John Landis 1983
Una poltrona per due, John Landis 1983

Una poltrona per due è un film del 1983 diretto da John Landis e interpretato da Dan Aykroyd e Eddie Murphy.
Vista l’ambientazione e il lieto fine, il film è considerato un classico di Natale anche se negli Stati Uniti uscì nel primo weekend di Giugno.
Trading Places, il titolo originale, lanciò definitivamente la carriera di Eddie Murphy e risollevò quella di Aykroyd, avvilito dalla morte del suo amico fraterno John Belushi avvenuta l’anno prima. Il cast è completato da Jamie Lee Curtis, Denholm Elliott, Ralph Bellamy e Don Ameche.

 

La trama del film incrocia elementi del romanzo Il principe e il Povero di Mark Twain con la commedia Pigmalione di George Bernard Shaw, e ricorda quella di Hoi Polloi, un popolare cortometraggio dei tre Marmittoni, girato nel 1935, in cui un professore prova a trasformare tre spazzini in perfetti gentiluomini. Ma lo scenario del mondo finanziario si deve ad un episodio analogo, verificatosi realmente tre anni prima e passato alla storia come Silver Thursday Market Crash: quel maledetto giovedì 27 marzo 1980 effettivamente due fratelli, gli Hunt, avevano fatto bancarotta dopo aver comprato allo scoperto tutto l’argento possibile con l’obiettivo di impossessarsi del mercato e fissare il prezzo dell’argento a loro piacimento. Gli andò male: solo un intervento della Federal Reserve evitò che il panico si trasformasse in tragedia per tutti coloro portati nel baratro dalle manovre degli Hunt. Che restarono a galla, ma persero 4/5 della loro fortuna. In pratica, è ciò che avviene nel film, in cui il bene in questione è però il succo d’arancia congelato. Incredibilmente, il film ha ispirato, nel 2010, una legge contro gli operatori finanziari disonesti che vengono a conoscenza di rapporti federali sui beni di consumo prima che vengano resi pubblici. La legge è nota come la Eddie Murphy Rule.

Una poltrona per due racconta la storia di due fratelli, Randolph e Mortimer Duke, squali dell’alta finanza, che decidono, scommettendo un misero dollaro, di scambiare le vite di due persone diametralmente opposte, sostituendo il loro direttore, il bianco, ricco e vincente Louis Winthorpe, con il nero, miserabile e fallito Billy Ray Valentine. Il primo avrà la vita rovinata, il secondo assaporerà i piaceri del lusso fino a quando non scoprirà che è destinato a fare la stessa fine. Dopo essersi riappacificati, i due protagonisti faranno fronte comune per rendere la pariglia ai Duke, rovinandoli a loro volta per la stessa misera cifra: un dollaro.

Il film era stato concepito per la coppia Gene Wilder-Richard Pryor, reduci dal successo di Nessuno ci può fermare, un film che in Italia era passato senza lasciare traccia ma aveva fatto il pienone nei cinema d’America, posizionandosi al terzo posto nella classifica dei maggiori incassi del 1980. Era pronto anche un titolo ad hoc, Black and White (Bianco e Nero), finché Pryor dovette dare forfait per via di un brutto incidente. Landis decise allora di ingaggiare Eddie Murphy che, però, pose come condizione che venisse scelto un attore diverso da Wilder perché non voleva che gli spettatori pensassero a lui come un semplice rimpiazzo di Pryor. Murphy venne accontentato e la scelta ricadde su Aykroyd, grande amico del regista.

Se per il ruolo di Randolph Duke l’attore Ralph Bellamy non fu mai in discussione, per quello del fratello Mortimer venne preso in considerazione Ray Milland prima che Landis decidesse di dare una chance a Don Ameche, il quale non recitava in un film da ben 13 anni.

Anche Denholm Elliott, l’ottimo interprete del maggiordomo Coleman, non era la prima scelta per quel ruolo: la produzione fece una corte serrata a John Gielgud, il grande attore britannico che un anno prima aveva vinto l’Oscar come miglior attore protagonista grazie all’interpretazione di un ruolo analogo in Arturo. Gielgud, però, rifiutò e lo stesso fece Ronnie Barker, altro grande attore britannico.

Una poltrona per due è pieno di riferimenti: il più evidente è quello relativo al film immaginario See you next wednesday la locandina del quale  è affissa nella camera da letto di Ophelia. In varie modalita’, questo film immaginario compare in molte altre opere dirette dal regista di Chicago: da Ridere per ridere ai Blues Brothers, da Un lupo mannaro americano a Londra a Thriller fino a Il Principe cerca moglie. Quest’ultimo film ha peraltro un collegamento diretto con Una Poltrona per due nella scena in cui il principe Akeem consegna a due barboni una busta piena di dollari. I due che la raccolgono sono Mortimer e Randolph Duke, pronti a rimettersi in carreggiata.

La scena all’interno della Borsa è complicata da spiegare con esattezza: da una parte perché la procedura è di per sé complessa, o almeno lo è per chi è digiuno di procedure finanziarie, dall’altra perché molti elementi sono stati inventati o modificati per rendere il film più avvincente. Lo stesso Eddie Murphy ha rivelato che di finanza non capiva assolutamente niente e che si attenne strettamente al copione per superare l’estrema confusione di quella scena.

Triste curiosità: quando i due protagonisti arrivano al World Trade Center, Winthorpe avverte Valentine dell’estrema tensione che lo attende: “In questo palazzo, uccidi o vieni ucciso”. La scena è stata rimossa dalla versione televisiva americana nelle trasmissioni successive all’autunno del 2001 in segno di rispetto per le vittime degli attacchi dell’11 settembre. Peraltro, la versione televisiva ha qualche trascurabile scena in più.

Tra gli altri riferimenti degni di nota che compaiono in Una poltrona per due: il numero di matricola con cui viene schedato Winthorpe è lo stesso di Jake Blues; e ancora la statua nei titoli di testa è quella di Rocky Balboa che, mentre si girava Una poltrona per due, era posizionata al culmine della scalinata che conduce al Museo di Philadelphia per le riprese di Rocky III; oggi si trova alla base della scalinata stessa.

Tanti i cameo: dallo stesso Landis, che compare sulle scale della stazione di polizia quando Valentine viene liberato dai Duke, alla sorella di Jamie Lee Curtis, Kelly, nel ruolo di una delle fidanzatine degli amici, si fa per dire, di Winthorpe. James Belushi, fratello dello scomparso John, è l’uomo travestito da gorilla nella landisiana festa sul treno. Il produttore esecutivo George Folsey, Jr è il primo a salutare Aykroyd una volta entrato negli uffici della Duke & Duke; infine, Frank Oz, che interpreta più o meno lo stesso suolo che aveva nei Blues Brothers.

Don Ameche ebbe un piccolo screzio con la produzione perché, essendo molto educato, oltre che religioso, mise in chiaro che non avrebbe ripetuto la scena in cui se ne “fotte” della salute del fratello. L’attore effettivamente rifiutò di girare un secondo ciak: ma lo fece scusandosi con tutti per la volgarità che aveva urlato poco prima.

La goffaggine dello stesso Ameche nel prendere al volo i soldi è improvvisata. La scena non prevedeva incertezze ma sia lui, che Ralph Bellamy fecero finta di niente e terminarono il ciak: Landis la trovò efficacissima.

Anche la scena in cui Ophelia entra nello scompartimento e rivela di essere svedese anche se indossa abiti chiaramente austriaci non era prevista: quando fu chiaro che Jamie Lee Curtis era incapace di dare alle sue battute un accento teutonico Landis, esasperato, riscrisse al volo la scena.

Per coloro che non l’avessero riconosciuta, l’opera che accompagna i titoli di testa e di coda è Le nozze di Figaro di Mozart.

Nonostante il successo, la pellicola fu snobbata dalle giurie dei premi americani: due nominations ai Golden Globes e una agli Oscar; le uniche soddisfazioni le diedero i BAFTA, gli Oscar britannici, che videro Jamie Lee Curtis e Denholm Elliott trionfare come migliori attori non protagonisti.

Una poltrona per due fu comunque un grande successo al botteghino: costato 15 milioni di dollari, ne incassò 90 solo negli Stati Uniti.

 

Fonti
Una poltrona per due sull’IMDB
“See you next wednesday” compare anche in “Michael Jackson’s Thriller”