Wargames – Giochi di Guerra, John Badham 1983

 

Wargames film Giochi di Guerra John Badham 1983 - the 80s database
Wargames film Giochi di Guerra John Badham 1983 – the 80s database

Presentato fuori concorso al festival di Cannes nel 1983, Wargames – Giochi di guerra è un film di John Badham che vede protagonista un giovanissimo Matthew Broderick, qui alla sua prima apparizione da protagonista. Il film ha per sfondo la Guerra Fredda e la paura, sempre altissima, che gli USA da un momento all’altro vengano attaccati da una pioggia di missili termonucleari sovietici.

Mentre la Difesa degli Stati Uniti, dopo un’esercitazione che evidenzia la fragilità di buona parte degli ufficiali addetti al lancio delle testate nucleari, decide di affidare tutto il sistema ad un maxicomputer, a Seattle David Lightman, un adolescente piuttosto vivace e dall’indole furbetta, ha già capito che con un modem e un computer si può entrare nel database della scuola e cambiare i propri voti da mediocri ad eccellenti. Ma David è anche un grande appassionato di videogiochi e farebbe di tutto per entrare in possesso all’ultimo grande titolo che la Protovision sta per mettere sul mercato. Sempre con un modem, cerca allora di collegarsi a tutti i computer della California con l’obiettivo di trovare, prima o poi, quello giusto. Il caso vuole che, invece di entrare in quelli della Protovision, l’imberbe guaglione riesca ad accedere al WOPR, il maxicomputer del Norad, il Comando generale di difesa aerospaziale americana. Credendo di cominciare una partitina, innesca una guerra termonucleare che fortunatamente, dopo una serie di vicissitudini, non si verificherà.
Wargames è un gran bel film, supportato da una storia avvincente e ben diretto da John Badham, capace di tenere la tensione alta fino al sospirato lieto fine. Da notare che Badham prese il film in carico dopo 12 giorni di riprese girate da Martin Brest, che venne pero’ licenziato per divergenze con i produttori: alcune scene girate dal primo sono presenti nel film, che deve a Badham un respiro meno serioso e tagliato per gli adolescenti.
Il cast e’ credibile: da Broderick, perfetto in un ruolo che per certi versi riprenderà nel fortunatissimo Una pazza giornata di vacanza, a Ally Sheedy che poi farà Corto circuito passando per il veterano caratterista Dabney Coleman e John Wood, convincente scienziato depresso. Anche Wood non era inizialmente nei piani della produzione, che cerco’ di convincere Stephen Hawking, cui proprio il personaggio del dottor Falken era ispirato, a prendere parte al film; l’astrofisico pero’ rifiuto’.
La trama e’ condita ovviamente con i soliti cliché per attirare un pubblico di adolescenti: dal classico furbetto impunito che però è un genio, all’immancabile storia zucchero e miele.
Le altre due storie a latere che accompagnano la trama, ossia la tragedia del programmatore del maxicomputer che ha perso fiducia nell’umanità e la disputa continua tra fra l’affidabilità dell’uomo e del calcolatore sono un po’ tirate per le lunghe ma non al punto da disturbare: per la prima volta si parla, in termini comprensibili e senza fantasticismi, dei pericoli rappresentati dall’interconnessione, da quello che potremmo chiamare, protointernet, e dei danni che potrebbe creare, “per gioco”: un gioco pericoloso tant’è che Wargames ispirò una legge contro gli abusi e telematici.
Qualche curiosità:
il film costo’ circa 12 milioni di dollari, una cifra notevole per l’epoca, ma il successo al botteghino fu enorme: ne incasso’ 80 solo in Nord America e ispirò un videogioco realizzato per Colecovision, Commodore 64 e Atari 400. E  proposito di videogiochi: la padronanza mostrata da Broderick nel film con Galaga si deve al fatto che l’attore si esercito’ per ben due mesi, a casa sua, dove erano stati recapitati i cabinati del suddetto gioco e di Galaxian.
Il supercomputer, indicato come WOPR nel film, è in realtà il SIOP, Single Integrated Operational Plan: ma siccome secondo Badham tale termine non ne evocava la reale importanza preferì inventarne uno che suggerisse agli spettatori qualcosa di grosso e ingombrante: whopper per l’appunto. Gli scenografi fecero un lavorone per realizzare il NORAD: non potendovi accedere immaginarono questa enorme sala stile NASA, costata da sola 1 milione di dollari, illuminata prima e dopo ma oscura durante le fasi di quasi terza guerra mondiale.
Nella prima stesura della sceneggiatura Broderick a situazione risolta, viene ingaggiato dal NORAD con un contratto part-time.
Il lieto fine, per quanto scontato, arriva all’apice di una tensione ben costruita e che si appoggia senza insistere troppo sull’assunto che contro un calcolatore, così come in una guerra termonucleare, l’unico modo per vincere è non giocare.
Dimenticavo: il sistema usato da Broderick per telefonare da una cabina pubblica era verosimile.

 

Fonti
Wargames su Wikipedia
Wargames su IMDB