48 Ore, Walter Hill 1982

48 Ore Walter Hill 1982 - the 80s database
48 Ore | Walter Hill 1982 | the 80s database

48 Ore è un film diretto da Walter Hill con Nick Nolte e Eddie Murphy. Uno dei grandi successi del 1982, il film consolidò le carriere di Nolte e Hill e segnò il fortunato debutto sul grande schermo per Eddie Murphy.

Un criminale dal grilletto facile, Albert Ganz, evade con un un complice uccidendo due guardie carcerarie e altri due poliziotti che cercano di braccarlo. Il suo scopo è tornare in possesso del bottino della rapina per cui stava scontando la pena. Per fermarlo, l’ispettore di polizia Jack Cates si avvarrà della collaborazione del galeotto Reggie Hammond – ex complice del criminale – preso in custodia per risolvere il caso in 48 ore.

L’idea originale del film risale all’inizio degli anni ‘70 quando il produttore Lawrence Gordon scrisse un soggetto piuttosto pesante in cui la figlia del Governatore della Louisiana veniva rapita da un sadico criminale che, fasciatale la testa con candelotti di dinamite, minacciava di farla saltare in aria se entro 48 ore non fosse stato pagato un riscatto. Per liberare la ragazza, il poliziotto più duro d’America sceglieva come partner il compagno di cella del rapitore.

Su questo canovaccio, intorno alla metà degli anni ’70 Gordon chiese a Walter Hill di preparare una sceneggiatura da sottoporre alla Columbia Pictures. Tre anni dopo la Paramount, subentrata alla Columbia, chiese a Hill di riscrivere la sceneggiatura pensando appositamente a Clint Eastwood nel ruolo del criminale perché l’attore, dopo una carriera da “buono” voleva passare dall’altra parte della barricata.

Hill la riscrisse, ma con poca convinzione; Eastwood finì per girare Fuga da Alcatraz e il progetto si arenò per un paio d’anni. Gordon lo riprese a inizio anni’ 80 e, individuato in Nick Nolte l’attore su cui puntare, riuscì a convincere la Paramount a produrre 48 Ore.

Per il ruolo di Reggie Hammond fu scelto dopo un travagliatissimo casting Eddie Murphy. L’attore al tempo non aveva esperienze in campo cinematografico, sebbene fosse una star di Saturday Night Live, e venne proposto dalla fidanzata di Walter Hill, che ne era l’agente.

Le riprese iniziarono a metà maggio ’82.

Sul set non ci furono particolari problemi, sebbene Michael Eisner, il numero uno della Paramount, chiedesse costantemente a Hill di rendere il film un po’ più divertente e minacciasse di far fuori Murphy il quale, a suo parere, non faceva ridere come in televisione.

Il fiato sul collo dei produttori esecutivi della Paramount costrinse il regista a mettere continuamente mano alla sceneggiatura, che non fu mai definitiva, nemmeno l’ultimo giorno di riprese.

Gran parte dei dialoghi tra Nolte e Murphy, del resto, sono improvvisati.

Vediamo ora qualche curiosità su 48 Ore

  • Prima di puntare su Nick Nolte, la produzione prese in considerazione Jeff Bridges, Mickey Rourke, Robert De Niro, Kris Kristofferson e Burt Reynolds.
  • Eddie Murphy ha più volte ammesso di essere stato la quinta scelta: prima di lui la produzione aveva considerato Gregory Hines, Richard Pryor, Howard e. Rollins e un giovane Denzel Washington.
  • Il personaggio interpretato da Eddie Murphy si chiamava inizialmente Willie Biggs ma, siccome all’attore sembrava il solito, stereotipato nome da nero malandrino tanto caro a Hollywood, pretese che venisse cambiato in Reggie Hammond.
  • Ben 4 attori avevano partecipato al film precedente di Hill, I Guerrieri della Notte: da James Remar a Sonny Landham e allo sfortunato Marcelino Sanchez fino a David Patrick Kelly che, peraltro, si chiama Luther in entrambi i film.
  • Per aumentare la carica psicotica del suo sguardo James Remar, il cattivo del film, spesso fece a meno di dormire.
  • Murphy rifiutò inizialmente di girare la scena in cui la bionda lo centra in pieno con una mazza da baseball per paura di farsi male. L’attrice provò la scena prima con Hill e poi con Nolte per dimostrare a Murphy di essere in grado di controllare il movimento. Convinto, Murphy si decise a girare e, ovviamente, al primo ciak si prese una mazzata.
  • La colonna sonora, composta da James Horner, fu in parte riutilizzata per Commando, uscito 3 anni dopo. Incredibilmente, le parti musicali utilizzate in entrambi i film corrispondono all’inseguimento dello stesso attore, David Patrick Kelly. Il quale, peraltro, scappa in entrambi i film a bordo di una Porsche, anche se in 48 Ore si tratta di una replica.
  • L’ errore più evidente nel film è quello nella scena in cui Reggie, ammanettato, si spaparanza per bene sul sedile per, poi, ritornare con i ferri ai polsi;
  • La parola “fuck” e derivate nel film sono usati, incredibilmente, 48 volte.

 

48 Ore ebbe un budget di 12 milioni di dollari ed un incasso di poco inferiore agli 80, il settimo più alto del 1982. Nel  1990 uscì il seguito, Ancora 48 Ore: fortemente voluto da Murphy, nel frattempo divenuta una star, costò molto di più ma incassò, in proporzione, molto meno.